Da sempre attesissime e importanti per i Nerds di tutto il mondo, le signature series Nike Mercurial hanno sempre avuto il pregio di “raccontare” l’epoca calcistica in cui stavamo vivendo: da Ronaldo R9 a Neymar Jr. passando – ovviamente – per CR7.

Ma i tempi stanno cambiando e con le Nike Mercurial Dream Speed presentate oggi, la cosa diventa esplicita.

I nuovi scarpini, realizzati sulla base delle Vapor 13 e delle Superfly 7, non sono dedicati a un solo calciatore, ma verranno indossati da Kylian Mbappé, Cristiano Ronaldo e Sam Kerr, attaccante dell’Australia e delle Chicago Red Stars.

Nike Mercurial Dream Speed

Il focus, manco a dirlo, è sulla velocità e sui giocatori più rapidi del mondo; queste Nike Mercurial DS sono solo il primo capitolo di una “storia” che Nike Football racconterà nel corso dei prossimi anni. Il tema di queste prime Nike Mercurial Dream Speed è il Dna della velocità.

I dettagli tecnici ed estetici delle Mercurial sono esplicitati sulla tomaia blu scura con un richiamo esplicito alla tecnica della cianografia e al suo utilizzo nel mondo della progettazione.

Nike Mercurial Dream Speed

Le decorazioni che spiccano di più sono la sigla MDS sul lato esterno della scarpa sinistra, mentre sulla destra – nella stessa posizione – spicca il numero 001 che rappresenta la prima edizione della Nike Mercurial Dream Speed.   Lo Swoosh sul lato esterno degli scarpini è realizzato con i soli contorni colorati e occupa la parte dell’avampiede.

Sul lato interno, invece, il baffo è più piccolo e in posizione centrale sul mesopiede. Qualche microdettaglio: i colori delle decorazioni sono un grigio chiarissimo e il classico “Barely Volt” di Nike.

Nike Mercurial Dream Speed

I due codici 10A e 73P che rappresentano proprio questi colori sono riportati sotto lo Swoosh principale. Più curiosa la decorazione sotto lo Swoosh interno: le cifre riportate sono quelle (44.7 km/h) del picco di velocità toccato da Kylian Mbappé per segnare contro il Lille nello scorso campionato francese.

Una velocità da sogno, paurosamente vicina a quelle toccate da Bolt & co. nelle più recenti finali olimpiche e mondiali da record, pur con le dovute differenze.