Il 2021 è ufficialmente cominciato e tutti i big dello scarpino affilano le armi. Adidas Predator Freak è la nuova generazione della celebre scarpa di controllo del marchio tedesco, nata nel 1994, ed è stata rivelata a metà gennaio con un esclusivo evento online.

Lo scarpino è una naturale evoluzione della Predator Mutator 20, che l’anno scorso aveva introdotto concetti innovativi su tomaia e suola, con l’obiettivo di offrire un controllo sempre più preciso del pallone.

Adidas Predator Freak: le novità

Sulla base delle Predator 20, adidas ha lavorato assieme ai suoi progettisti e – soprattutto – ai suoi calciatori per migliorare ulteriormente questo scarpino. Le principali modifiche riguardano l’incremento della superficie coperta dagli spikes Demonskin sulla tomaia e da un nuovo design del collarino, con l’obiettivo dichiarato di migliorare ulteriormente la calzata.

Anche sulle adidas Predator Freak, l’esclusiva tecnologia Demonskin la fa da padrona, avvolgendo completamente la tomaia. Si tratta, per chi non ricordasse, di uno strato di scaglie, o “piccoli artigli”, in gomma, disegnati e sistemati sulla tomaia in Primeknit attraverso l’uso di un algoritmo informatico, che li dispone in corrispondenza dei principali punti di contatto con la palla.

Basandosi sui feedback dei calciatori professionisti, per questa nuova Predator il team adidas ha deciso di aumentare il numero di spikes, migliorandone strategicamente anche la posizione. L’intenzione dichiarata è quella di poter “controllare con maggior precisione l’effetto del tiro”.

Il nuovo collarino

Ma non c’è solo la nuova tomaia a colpire. Il rinnovamento delle adidas Predator Freak colpisce anche una delle zone-chiave delle moderne scarpe da calcio come il collarino (alto) della versione laceless.

Lo speciale collarino Purecut delle Freak è “diviso”, ricorda in qualche modo quanto visto sulle Nemeziz, e molto pronunciato sulla parte posteriore. Lo scopo, oltre ad adattarsi meglio al piede, è quello di favorire il libero movimento del piede in tutte le direzioni.

In pratica, il tessuto Primeknit dovrebbe aderire in maniera perfetta al piede, con l’effetto di rendere “più omogenea” la superficie esterna.

Confermatissima, invece, la leggerissima suola Controlframe, i cui tacchetti sono progettati per la massima aderenza e una corsa stabile, che moltiplichi l’energia del movimento per performance anche atleticamente migliori.

La nuova estetica Freak

A livello estetico, anche se questa prima versione del Superlative pack non può vantare colori classici del brand, le Predator Freak vogliono rendere omaggio a due antenate storiche (Accelerator – 1998 e Precision – 2000), attraverso la posizione delle stripes adidas, che avvolgono la tomaia dal lato fino al centro e si estendono sotto la scarpa.

Cromaticamente, la base della Predator Freak Superlative è nera, con accenti blu sull’avampiede e giallo fluo sul tallone. Gli sgargianti spikes gialli spiccano su questo sfondo scuso, assieme alle classiche tre strisce bianche sulla parte anteriore.